NEWS DAL TERRITORIO
Lo
SPI-CGIL conduce da tempo una campagna che ha come slogan “aprite
quelle porte”
17 maggio 2012 - di Clara Sereni
Scrittrice -
“Aprite quelle porte” volte a garantire condizioni decenti di vita
e di assistenza a chi si trova in un ricovero per anziani, insomma
in un ospizio. Situazioni di abbandono e di separazioni che
suscitano periodicamente il nostro sdegno per gli orrori che
veniamo a conoscenza, e la pietà che con la bontà d'animo
esercitiamo fortifica l'auto narrazione che ci vede adulti e ancora
adulti, senza cedimenti. Lo sdegno insomma, ci aiuta a costruire un
tabù, una distanza invalicabile fra “noi” e “loro”. E lo stesso
meccanismo di ogni separazione ed esclusione vale per i matti, i
detenuti, gli immigrati, e anche per chi è più vicino alla fine
della propria vita il sotto testo che nella nostra testa dice “a me
non capiterà mai”. Come se non ci fosse dentro ciascuno di noi,
tenuta a bada talvolta a fatica, una quota di follia, una fetta di
bisogno di essere altrove, una cattiveria socialmente
insostenibile, e un'enorme quantità di cellule che invecchiano,
muoiono, e non sempre trovano nelle nuove un pezzo di ricambio. I
tabù si costruiscono così, sommando separazioni e rimozioni.
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Sì al rigore ma ora più equità
17 maggio 2012 - di Luigi Vicinanza Messaggero Veneto - Gli italiani soffrono. Se ne è accorto persino il ministro Passera: “E' a rischio la tenuta economica e sociale del paese”. I poveri sono più di 8 milioni, secondo l'Istat; suddivisi a loro volta tra coloro che rientrano nelle categorie della povertà relativa o della povertà assoluta. Eufemismi delle statistiche per dire che le cose vanno davvero male. Non so bene a quale universo delle povertà appartengano, ma i lavoratori in cassa integrazione sono 600mila. Continua...
Sanità, punto per punto le perplessità di chi lavora sul campo
Intervista
17 maggio 2012
– di Cristina
Galizzia, responsabile della medicina trasfusionale di Tolmezzo,
assessore comunale al Welfare, presidente dell'Assemblea dei
sindaci di Ambito sociosanitario - Un'unica Azienda sanitaria territoriale
che scorpori l'attività di medicina territoriale dall'attività
ospedaliera e le incardini sotto due regie diversificata (direttori
generali, risorse finanziarie e obiettivi diversi) è senza dubbio
la principale preoccupazione. Azienda unica territoriale per una
regione pur piccola, ma disomogenea per territorio, problematiche
risorse, cultura, non è consona a garantire una continuità di cura
alla persona, che difficilmente avrà un accompagnamento coerente
per le sue necessità, specie per il paziente socialmente “fragile”,
dalla fase del ricovero ospedaliero a quella della cura
domiciliare. A detta da chi ha già affrontato e vissuto la
situazione di scissione fra ospedale e territorio, nel Pordenonese,
le cose non stanno andando bene. Peraltro tutti i 17 Comuni
dell'Ambito socio sanitario del Canal del Ferro, Valcanale e
Tarvisiano, e quasi tutti quelli della Carnia, si sono espressi
contro la creazione dell'Azienda territoriale unica, per le
medesime motivazioni che ho espresso. Continua...
Se
si colpisce la famiglia welfare addio
Le forze politiche devono misurarsi sul tema: colpendo i redditi
familiari si fa morire lo Stato sociale
17 maggio 2012 - di Augusto Railz
- Il modello economico la
domanda è se il modello economico e sociale del futuro si fonda
ancora sull'idea di uno Stato che attraverso norme, servizi
pubblici, stili di vita e modelli culturali tende a ridurre i
rischi individuali facendosene carico come comunità. Nel caso
positivo, a quale altezza sarà posta l'asticella delle protezioni
sociali e dei diritti universali? Oppure si ritiene che no ci sia
più spazio per politiche pubbliche di accompagnamento nei percorsi
di vita e di sostegno alla fragilità a carico della collettività? E
quindi la domanda speculare è: in futuro tutto sarà demandato alla
capacità del singolo individuo di farsi carico del suo destino,
garantendo soltanto fasce di popolazione confinate nella povertà
assoluta? Continua...
Il
coraggio di diventare un “Paese per vecchi”
17 maggio 2012 - Carla Cantoni Segretario generale
Spi-Cgil
Ho letto con grande interesse
l'articolo pubblicato sull'Unità “la mia età di mezzo” con il quale
Clara Sereni ha affrontato il grande tema della condizione sociale
ma anche esistenziale degli anziani. Sarebbe davvero utile – come
ha scritto – che nel nostro Paese si cominciasse a parlare degli
anziani senza più voltarsi dall'altra parte e senza tabù. Per
cominciare dobbiamo accettare l'idea che siamo, nostro malgrado, la
vera generazione emergente in questo strano e malandato Paese. Che
è poi quello che dicono tutti gli studi demografici.
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I
torti del governo passato e gli eversori di oggi
17 maggio 2012 – L'ANALISI di Vincenzo
Visco -
Equitalia è ormai diventata
un catalizzatore delle proteste, delle rivolte e delle
strumentalizzazioni politiche di molti in una escalation
pericolosissima. E' opportuno quindi cercare di chiarire alcuni
punti.
Primo: la società
riscossione spa (che poi diventerà Equitalia) fu costituita nel
2004 dal governo Berlusconi che acquistò dalle banche –
nazionalizzandolo – il servizio da esse svolto (') fino ad allora.
Secondo: l'acquisizione fu molto onerosa, il personale era
eccessivo e molto costoso, e per questo allora criticai duramente
l'operazione che tuttavia aveva un obiettivo e un significato
condivisibile, vale a dire creare uno strumento efficace per la
riscossione coattiva. Per questo difetto originale gli aggi di
Equitalia (9% che si ridurrà solo in futuro) sono sicuramente
eccessivi. Terzo: il fatto inoltre che i costi dell'operazione
ricadono non solo sull'ente impositore ma anche sul contribuente
(che già paga l'imposta contestata, le multe, gli interessi, etc) è
molto discutibile; di nuovo si tratta di far tornare i conti della
società senza preoccuparsi troppo dei cittadini.
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“Doppi stipendi un’anomalia da sanare”
24 aprile 2012 - Intervista a Valerio Onida di Maria Zegarelli Unità
“E’ arrivato il momento di affrontare la questione” Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, nonché docente di Giustizia costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano pensa che sì, sia davvero arrivato il momento di mettere fine alla possibilità per i parlamentari di accumulare altri redditi all’indennità degli onorevoli. E non soltanto per una questione morale. Continua …
E’ l’ora del rigore chi ha altre attività le sospenda
24 aprile 2012 - di Sandro Gozì Deputato Pd – Oggi la politica manca di indipendenza, con il sovrapporsi delle professioni e degli interessi, ma anche con il susseguirsi dei mandati. Una compromissione malsana che richiede una rottura netta. E’ il momento della sobrietà. Cioè il momento di rispondere all’antipolitica che altrimenti travolgerà tutti, buoni è cattivi, destra e sinistra. L’antipolitica è reazionaria, è rigetto senza alternativa, è rinuncia al futuro. E però mette radici nelle contraddizioni della politica, nei privilegi inaccettabili dei politici, negli arbitri trasformati in leggi pro casta. Continua …
Fatti di vita
24 aprile 2012 - Intervista a Rosanna Podestà di Silvia Truzzi
Ma
che bel paesucolo siamo. Rosanna Podestà, compagna di Walter
Bonatti, scomparso lo scorso 14 settembre, ha raccontato a
“Vanity
Fair” quanto
segue: “Io e Walter non eravamo sposati – eravamo entrambi reduci
da matrimoni finiti, non ce n’è mai fregato niente di risposarci,
era altro quello che ci ha uniti – e per l’ospedale dove Walter era
ricoverato questo era un problema, così come lo è per la legge
italiana. Mi hanno anche allontanata dalla rianimazione dicendo:
“Tanto lei non è la moglie”. Continua
…
Il
cuore del premier gronda sangue? Ma qui si tratta del sangue
nostro”
24
aprile 2012 -
Intervista a Vincenzo Visco di Bianca Di Giovanni –
l’Unità
Ancora una volta il centro-destra evita di
colpire le basi di riferimento. Producendo un testo fragile poco
credibile. Stavolta l’opposizione ha controproposte forti, non
accetterà a scatola chiusa quello che viene proposto”. Vincenzo
Visco non fa sconti sull’ultima manovra del centro-destra. “Fanno
fumo, manca un disegno complessivo per far ripartire il paese”,
spiega. Come dire, un affastellamento di tagli, nuove tasse
(dissimulate, nascoste e improbabili”), e penalizzazioni
inaccettabili (sul Tfr i pubblici sono carne da macello”). “Il
premier parla di cuore che gronda sangue? Ma è il sangue nostro”,
aggiunge ironico. Si poteva fare diversamente? “Sì – replica secco
Visco – Se pagassero quelli che finora non hanno pagato, i soldi si
troverebbero, senza, senza martoriare il Paese. Il nostro livello
di vita uscirà molto peggiorato da questa manovra, non so se gli
italiani lo capiscono davvero visto che siamo a ferragosto”.
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…
Il futuro della programmazione territoriale. Cosa cambia e come attrezzarsi
24 aprile 2012 - www.prospettivesocialisanitarie.it
La programmazione territoriale che negli ultimi anni, con i piani di zona, si è consolidata su tutto il territorio nazionale, è messa a dura prova da questo momento storico stretto tra le continue contrazioni della spesa per il sistema del welfare, e per gli enti locali la crescente complessità delle problematiche da affrontare, e la plurima articolazione e, in certi casi dispersione degli interventi (tra singoli soggetti, organizzazioni e territorio. Continua ...
L’Europa si muova – il rigore è necessario ma non è la soluzione”
24
aprile 2012 La
docente alla London Busines School: “I cittadini Ue non vogliono
condividere il rischio, nessun partito se la sente di sfidare
questo sentimento. Così, addio euro” Intervista s Lucrezia Reichlin
di Bianca Di Giovanni Unità
Dall’Europa continuano a giungere segnali
inquietanti. L’ultimo allarme della Bce ha riguardato il lavoro.
Quando i mercati, le tensioni restano alte. Cosa si è sbagliato? Ne
parliamo con Lucrezia Reichlin, docente di economia alla London
Busines school. Continua …
Nessun patto sociale è possibile se prima non cade il governo”
24 aprile 2012 - Un’intesa ha bisogno di tre soggetti ma l’esecutivo è come il “cavaliere inesistente”. Intervista a Pierre Carniti di Bruno Ugolini - “L’annuncio di un “manifesto per la crescita” da parte della presidente della Confindustria Emma Marcegaglia è stato indicato anche come un terreno di confronto con le altre parti sociali. E’ riapparsa così l’ipotesi di un “patto sociale”.
Tale ipotesi è già accompagnata, però, da dissensi sui possibili contenuti, ad esempio in tema di riforma delle pensioni. Anche se è bene chiarire che i vari punti del “Manifesto” non sono ancora stati messi nero su bianco. Chiediamo un parere comunque su un futuribile patto sociale a Pierre Carniti, per tanti anni segretario generale della Cisl e che ha vissuto a lungo in prima persona le vicende del mondo del lavoro, dai tempi dell’autunno caldo fino alle soglie degli anni 90. E che non si è certo dimesso dall’impegno sociale e dallo studio. Continua …
Telefonini e salute
24 aprile 2012 - Allarme dell’Oms: “Il cellulare può causare il cancro”
Sul rapporto tra cellulari e tumori la scienza in questi anni si è divisa: alcuni studi hanno ritenuti telefonini potenzialmente cancerogeni, altri li hanno assolti e altri ancora, come la ricerca Interfhone, finanziata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e i cui risultati erano stati diffusi lo scorso dicembre, non erano arrivati ad alcuna certezza che l’utilizzo dei cellulari, anche prolungato, potesse aumentare il rischio dei tumori al cervello. Ma ieri l’Oms, grazie al suo gruppo di 34 esperti che ha definito i campi elettromagnetici come possibly carcinoreginic, cerca di aggiungere un tassello alle attuali conoscenze. Rimangono perplessità che lo studio Interfhone, il più grande mai effettuato sulla pericolosità dei telefoni cellulari, non era riuscito a dissipare nonostante 10 anni di lavoro, più di 19 milioni di euro e 10 mila interviste condotte in 13 paesi. Si parlava di un’assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i più assidui. “I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini – affermava Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’Oms, che ha finanziato lo studio – ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è”. Per Carlo Renzi, presidente del Codacons, è allo studio la possibilità di una class action. “Lo scopo è far ottenere un risarcimento agli utilizzatori di cellulari per i gravi rischi. Dopo la notizia diffusa dall’Oms chiediamo al Ministero della Salute di obbligare i produttori di apparecchi ad opporre sui cellulari avvertenze circa possibili pericoli per la salute al pari di quanto già avviene per le sigarette”.
Un contributo dei più ricchi per arginare la crisi
24 aprile 2012 - Di Nicola Cacace Economista - Le decisioni prese a Bruxelles sui debiti sovrani, se hanno salvato per ora l’euro, non hanno salvato l’Italia, facendo crollare ancora i valori di Borsa delle aziende esposte a svendite indesiderate ed aumentando il carico degli interessi del debito pubblico. L’Italia è sotto attacco dei mercati perché nessuna risposta convincente è venuta ai loro timori, come farà l’Italia a rispettare le obbligazioni UE di dimezzare il debito in vent’anni? Continua …











