NEWS DAL TERRITORIO


“Manca ancora una strategia sulla lotta all'evasione fiscale”
L'ex ministro: E' stata una manovra necessaria ,ma non sufficiente – Se l'Europa non cambia la politica economica, l'intervento non basterà
10 gennaio 2011 - Intervista a Vincenzo Visco di Bianca Di Giovanni - Si poteva fare di più (sulla lotta all'evasione) e meglio sull'Irpef). Ma soprattutto si doveva fare prima: esattamente 10 anni fa. Purtroppo non è andata così: questa è la pesante responsabilità dei governi Berlusconi. A questo punto, dopo un decennio di mala gestione dei conti e dei racconti “fiabeschi” sulla realtà, agli italiani va detta la verità: “la manovra Monti è ineludibile. Necessaria, ma insufficiente”. La vede così Vincenzo Visco, che descrive questo momento come “la crisi globale che si va dipanando. Continua ...


Il premier e l'arroganza della casta
10 gennaio 2011 - di Francesco Jori Messaggero veneto - Ma che singolare Paese; o meglio, che singolare classe dirigente. Tutti a spiegare a Monti cosa deve fare, candidando a tale ruolo perfino i propri zii, e a sollecitarlo a far presto (dopo che loro sono rimasti inerti per anni). E quando lui si muove, mettendo mano alle liberalizzazioni dopo la fase dei tagli, tutti ad ammorbidirlo che ci deve andare cauto, che non bisogna precipitare, che guai a non consultare prima l'universo mondo; incluso magari lo zio di turno. Continua...


La Manovra Monti da 30 Miliardi
10 gennaio 2011 - CNA Pensionati - L'immobilismo del Governo Berlusconi e i suoi atti, le sue politiche, i suoi provvedimenti di legge, uniti alle conseguenze disastrose che gli ultimi anni di malgoverno stavano provocando all'economia, sulla cittadinanza, sul mondo produttivo e sull'immagine dell'Italia all'estero, ci avevano fatto invocare a gran voce la discontinuità, il cambiamento, la fine della politica avvitata su sé stessa e sugli interessi del Premier, certamente diversi da quelli della popolazione.
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Governo Monti
10 gennaio 2011 - Un primo bilancio sui tecnici al potere – E' cambiato qualcosa o la differenza non si vede di Stefano Feltri il Fatto Quotidiano - La manovra “salva Italia” è stata approvata, ora si va avanti con il pacchetto “crisci Italia”, intanto il premier ha scritto ai ministeri chiedendo più rigore nelle spese per il 2012. Dal punto di vista dei risultati c'è poco da commentare: lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di debito italiano e tedeschi, non è troppo lontano dai momenti peggiori di quando era Silvio Berlusconi. Quando Giorgio Napolitano nominò Monti senatore a vita. Dal alto dei conti pubblici, il governo ha speso tutte le sue energie semplicemente per rispettare gli impegni presi da Berlusconi e Giulio Tremonti e non è affatto detto che ci sia riuscito. Visto che un giudizio sui risultati sarebbe tanto negativo quanto prematura, è più corretto limitarsi ad analizzare il metodo fin qui usato. Qui sotto un primo bilancio. Continua ...


Alla ricerca dell'equità e della giustizia sociale
10 gennaio 2011 – di Railz Augusto - Vi è uno squilibrio, insopportabile nella distribuzione dei sacrifici dal governo ai cittadini con la manovra. Il costo della crisi è, infatti, per 80% a carico dei pensionati, delle donne, dei giovani e dei lavoratori mentre il 15% viene recuperato dai redditi alti e solo un misero 5% dalla grandi ricchezze. Continua...

Effetto deterrenza ma ora ci vuole un vero progetto
10 gennaio 2011 – di Ruggero Paladini Unità - Sembra a che a Cortina albergatori e commercianti siano impegnati in un'altra attività, oltre a quella di vendere beni e servizi, attività peraltro non ignota ad una parte dei loro clienti. I risultati del lavoro della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate parlano chiaro. E del resto i circa 120 miliardi di evasione, pari ad oltre sette punti di Pil, ci dicono che il fenomeno ha tale ampiezza che diviene visibile ogni volta che si va a verificarlo da vicino. Continua ...



Tra l'effetto crisi e i tagli pesanti questo settore rischia il collasso”
24ORE Sanità - Dal sotto finanziamento al collasso: questo il destino che rischia l'assistenza ai non autosufficienti in Italia. Almeno così sembra leggendo il terzo rapporto sull'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia promosso dall'Irccs-Inrca e curato dal Nna (Network non autosufficienza) e presentato nei giorni scorsi a Bologna.
Secondo questo nuovo volume (Maggioli editore) che mette in fila una seria di dati e di considerazione su tutto il settore “gli effetti della crisi finanziaria si stanno trasmettendo ai diversi settori della vita economica e sociale europea”. A cominciare dal Welfare che anche in Italia è finito nel mirino di tagli pesanti: lo scorso luglio il Parlamento ha approvato il disegno di legge di delega al governo per la riforma fiscale e d’assistenza con la quale si conta di risparmiare circa 17 miliardi di euro (2 nel 2013 e ben 15 nel 2014). Un intervento che fa “temere – scrive il Network non autosufficienza – un calo delle risorse disponibili anche nell'ambito del settore dell'assistenza continua agli anziani non autosufficienti”. Questa diminuzione di risorse “giungerebbe nonostante quello dall'esistenza di Long term care sia da sempre in Italia un settore sotto-finanziato rispetto alla media europea e alle reali esigenze espresse dalla popolazione”. E' a dispetto tra l'altro del fatto che “il fenomeno della non autosufficienza continuità nei prossimi anni a interessare sempre più persone”.


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La sfida di un'economia sociale
di Augusto Railz - 7 novembre - Terzo settore. Terzo rispetto a stato e mercato: fornisce servizi di rilevanza sociale e pubblica, ma si sottrae alla logica della ricerca del profitto che caratterizza le imprese commerciali, così come alla rigidità burocratica della gestione pubblica diretta. Sfugge dunque alla tradizionale contrapposizione tra pubblico e privato. Suscita istintiva simpatia perché mobilità energie appellandosi a principi di cooperazione, solidarietà e reciprocità. Ma attira anche diffidenza. Continua ...

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Evitiamo la trappola del welfare fai-da-te - Bisogna tornare all'idea costituente di riconoscimento de corpi intermedi, il no-profit non può diventare un elemento di contenimento dei costi
di Augusto Railz - 7 novembre 2011 - Grande retorica da parte del Governo nei confronti del terzo settore, grande enfasi sull'aiuta che aiuta, ma a ben guardare mai come oggi c'è stato un ttacco al ruolo del terzo settore a un suo misconoscimento. Lo dico con la serietà di chi non si sottrae, per ruolo e convinzione, alla sfida di ripensare il rapporto tra terzo settore, politica e istituzioni, in un contesto sociale ed economico fortemente mutato. Continua ...


19 settembre 2011 - di Rosalba Tello - La CNA Pensionati del Fvg si accredita sempre più come Forza Sociale che viene ascoltata dalle Istituzioni, a livello nazionale e locale. L’aver organizzato Corsi di Formazione - come stabilito dalla direzione nazionale della CNA Pensionati nel 2010 - ne conferma l’autorevolezza sui temi sociali. Continua ...